Di che si tratta 2017-08-03T10:58:25+00:00

Di che si tratta

Nel 2014 il Consiglio federale ha approvato una riforma globale del 1° e 2° pilastro. Il Parlamento ha migliorato notevolmente il progetto del Consiglio federale: il livello delle prestazioni viene quindi nel complesso mantenuto. A causa delle rendite più basse, il tasso di conversione LPP viene ridotto dal 6,8 al 6,0%. Come misura compensatoria tutti i neopensionati ottengono un aumento dell’AVS di 840 franchi all’anno. E il limite massimo delle rendite per le coppie aumenta, toccando il 155% della rendita massima; riceveranno così tra i 1680 e i 2712 franchi in più di rendita. Anche nel 2° pilastro sono previste misure compensatorie: in questo modo il livello delle rendite può essere mantenuto per quasi tutti i futuri beneficiari. Sarà assicurata una parte maggiore del salario, consentendo così di eliminare gli svantaggi per i lavoratori a tempo parziale. Importante: le persone oltre i 45 anni beneficiano di una garanzia statica dei diritti acquisiti e pertanto non subiscono l’effetto negativo della riduzione del tasso di conversione LPP.

Argomenti

Finalmente dei progressi per l’AVS

Per la prima volta da 42 anni a questa parte le rendite AVS subiscono un aumento reale. In tal modo il principale pilastro del nostro Stato sociale, che assicura la compensazione tra le generazioni come pure tra i super ricchi e il resto della società, viene finalmente rafforzato. L’aumento delle rendite AVS è importante soprattutto per le donne che approfittano in misura notevole dell’AVS finanziato in modo sociale. Per 500 000 donne lavoratrici, attualmente assicurate solo con l’AVS e senza una rendita della cassa pensioni, il supplemento AVS costituisce un aumento della rendita a posteriori.

Finanziamento dell’AVS assicurato

A causa del pensionamento della generazione del «baby boom» sta aumentando in misura notevole il numero dei pensionati. Un finanziamento supplementare garantisce che fino al 2030 i conti dell’AVS tornino. Nell’AVS confluirà un miliardo senza che nessuno debba pagare: lo 0,3 dell’imposta sul valore aggiunto, attualmente riscosso per l’AI, dal 2018 verrà dirottato nell’AVS. Nel 2021 verrà introdotto un lieve aumento dall’8 all’8,3%. Anche i costi per l’aumento dell’AVS sono minimi: si tratta di uno 0,15% in più sia per i datori di lavoro che per i lavoratori.

Rendite delle casse pensioni superiori per le donne

Attualmente le rendite delle casse pensioni degli uomini sono in media di tre volte superiori a quelle delle donne. Grazie alla riforma questa disuguaglianza verrà appianata poiché il lavoro a tempo parziale sarà meglio assicurato nelle casse pensioni. Viene così ridotta la forte disparità delle rendite nel 2° pilastro. Per questa ragione molti lavoratori devono pagare più contributi nella cassa pensione, ma i datori di lavoro pagano almeno la metà dei contributi e infine le donne interessate ricevono una rendita nettamente superiore a quella attuale.

Diritto alla rendita in caso di perdita del posto di lavoro

In caso di perdita del posto di lavoro prima del pensionamento (dall’età di 58 anni) i lavoratori più anziani non vengono più esclusi dalla cassa pensione come accade oggi. Anche se non trovano un altro posto di lavoro e non pagano più i contributi, l’ultima cassa pensione deve pagare loro una rendita. Si chiude così l’era in cui queste persone erano costrette a ritirare il capitale e spesso ad attingervi ancor prima dell’età pensionabile.

Agevolato il pensionamento parziale

Attualmente le rendite AVS e quelle delle casse pensioni possono essere ritirate solamente in modo integrale. Chi non può lavorare a tempo pieno fino all’età ordinaria di pensionamento ha difficoltà ad andare in pensione gradualmente. Ora le rendite parziali possono essere combinate con una percentuale di lavoro ridotta. Inoltre in caso di prelievo anticipato la riduzione della rendita AVS è minore.

Domande frequenti

Gli oppositori della riforma «Previdenza per la vecchiaia 2020» cercano di creare confusione attraverso una disinformazione mirata. Abbiamo raccolto le domande più frequenti corredate dalle relative risposte per fare chiarezza e sgomberare il campo da ogni malinteso.

Qual è esattamente l’oggetto della riforma e perché viene introdotta? 2017-07-19T09:55:51+00:00

L’AVS e il secondo pilastro (casse pensioni) saranno riformati in un pacchetto globale al fine di rafforzarne il finanziamento. In questo modo si garantiscono le rendite dei pensionati attuali e futuri. Le ragioni della riforma sono da un lato la situazione critica dell’AVS causata dal pensionamento della generazione del «baby boom» e, dall’altro, la sofferenza del secondo pilastro dovuta ai tassi d’interesse bassi sui mercati dei capitali.

Chi riceve i 70 franchi e a partire da quando? 2017-07-19T09:57:36+00:00

Tutti i neopensionati che andranno in pensione dal 2018 riceveranno un aumento della propria rendita AVS di 70 franchi. Tuttavia il supplemento verrà tuttavia versato solo a partire da gennaio 2019. I pensionati attuali invece non riceveranno questo supplemento, ma la riduzione del tasso di conversione non li concerne.

Perché gli attuali pensionati non ottengono nulla? 2017-07-19T09:58:54+00:00

Non è vero che non ottengono nulla! Hanno la garanzia che almeno per i prossimi dieci anni le loro rendite saranno finanziate e adeguate all’ andamento dei prezzi e dei salari. Inoltre, a partire dal 1° gennaio 2018, un miliardo di franchi che prima confluiva nell’AI verrà dirottato nell’AVS. Questa modifica non comporta nessun aumento dell’imposta sul valore aggiunto per cui i consumatori non subiranno alcun effetto negativo. Solo a partire dal 2021, al fine di garantire le rendite, verrà introdotto un lieve aumento dell’imposta sul valore aggiunto che passerà dall’8,0 all’8,3%.

Perché l’aumento delle rendite non è proporzionale al reddito? 2017-07-19T10:00:52+00:00

L’AVS è un’assicurazione nazionale. Tutti pagano i contributi e successivamente ricevono una rendita. Il finanziamento dell’AVS si basa in larga misura su un meccanismo solidale. Chi ha redditi elevati paga contributi senza un tetto massimo e riceve una rendita massima di 2350 franchi al mese, questo nel caso di un reddito annuo di 84 600 franchi. Oltre questo limite, i contributi dei salari più alti non influiscono sull’importo della rendita. Ciò significa che i redditi elevati servono a co-finanziare in larga misura le rendite di chi percepisce redditi medio-bassi. Accordare una rendita AVS ai ricchi, oltre a rafforzare l’accettazione dell’AVS stessa, rafforza anche la solidarietà tra ricchi e poveri.

Perché le persone sole ricevono solo 70 franchi in più, mentre le coppie 226 franchi? 2017-07-19T10:02:39+00:00

In linea di principio tutti i futuri pensionati riceveranno una rendita singola che verrà aumentata di 70 franchi rispetto a oggi. Attualmente la somma delle rendite di una coppia è limitata al 150% della rendita massima (3525 franchi). Con la riforma questo limite massimo (plafond) viene innalzato al 155%. In questo modo le coppie riceveranno fino a 3571 franchi al mese, ovvero un aumento di 226 franchi L’aumento del plafond tiene conto del fatto che al giorno d’oggi è aumentato il numero delle donne lavoratrici e quindi vengono versati più contributi nell’AVS.

Perché approvate l’aumento dell’età pensionabile delle donne? 2017-07-19T10:05:22+00:00

L’aumento dell’età pensionabile rappresenta senza dubbio un peggioramento per le donne. I miglioramenti introdotti generano tuttavia dei vantaggi soprattutto per le donne. Ad esempio, attualmente mezzo milione di donne lavoratrici dopo il pensionamento vive solo con l’AVS e non ha nessuna rendita della cassa pensioni. Il rafforzamento dell’AVS come previsto dalla riforma si ripercuoterà quindi positivamente soprattutto su di loro. Anche il miglioramento dell’assicurazione del lavoro a tempo parziale, un altro punto della riforma, va a beneficio soprattutto delle donne. Quindi nel bilancio globale la riforma risulta vantaggiosa per le donne.

A partire da quando viene introdotta la riduzione del tasso di conversione e chi riguarda? 2017-07-19T10:06:51+00:00

Dal 2019 il tasso di conversione verrà gradualmente ridotto dal 6,8 al 6,0%, ossia di 0,2 punti percentuali all’anno. Pertanto dal 2022 il tasso di conversione sarà del 6,0%. A questo proposito va detto che buona parte delle casse pensioni già ora ha un tasso di conversione del 6,0% o inferiore. Esse dispongono di un ampio margine di manovra per quanto riguarda le prestazioni che superano il minimo previsto dalla legge. In buona sostanza, solo un terzo degli assicurati è effettivamente colpito dalla riduzione del tasso di conversione. Per questi assicurati è prevista una compensazione su base solidale finalizzata a mantenere le loro rendite al livello attuale.

Che effetti ha la riforma della previdenza sulle prestazioni complementari (PC)? Qualcuno perderà il diritto alle PC a causa dei 70 franchi? 2017-07-19T10:08:30+00:00

No. Per gli attuali beneficiari di PC non cambia nulla poiché la riforma riguarda soltanto i neopensionati a partire dal 2018. Per questi vale il seguente principio: la maggior parte delle prestazioni complementari vengono pagate per coprire i costi sostenuti dalle persone che vivono in un istituto. Queste persone hanno diritto alle PC anche con la riforma. Vi è un ristrettissimo gruppo di persone che secondo la legge attuale ha diritto alle PC ma con la riforma non più. Tuttavia una rendita superiore è la previdenza per la vecchiaia più sicura. Infatti, a differenza della prestazione complementare, erogata a seconda della necessità, la rendita è un diritto garantito. Inoltre attualmente i partiti borghesi stanno mettendo in discussione le prestazioni complementari in Parlamento, il che rende ancora più importante un rafforzamento dell’AVS.

Perché avete approvato un aumento dell’imposta sul valore aggiunto? Il PS non è contrario a questa imposta antisociale? 2017-07-19T10:10:09+00:00

In una prima fase l’imposta sul valore aggiunto non viene aumentata; semplicemente una parte degli introiti dell’IVA viene dirottata dall’AI verso l’AVS. In questo modo nell’AVS confluisce un miliardo di franchi in più. L’aumento dell’imposta sul valore aggiunto dall’8,0 all’8,3% avverrà nel 2021 e servirà a garantire le finanze AVS sul lungo termine. Ogni franco d’imposta sul valore aggiunto che confluisce nell’AVS comporta una ridistribuzione dall’alto verso il basso, poiché rispetto ai meno abbienti i più ricchi pagano complessivamente una quota maggiore d’imposta sul valore aggiunto e quindi l’aumento concerne soprattutto loro. Inoltre i beni di prima necessità, come ad esempio gli alimentari, continuano a essere assoggettati a un’aliquota IVA ridotta.